Le crucifere: panacea per tutti i mali?

Il nome crucifere deriva dall’aspetto del fiore che è composto da quattro petali e ricorda dunque una croce.

Appartengono a questa famiglia: cavolicavolfiorecavolo cappucciocavolo verzacavolo nerocavolo rossocavolo ricciocavolini di Bruxellesbroccolicime di rapa, ma anche la senape, il ravanello e la rucola.

Studi recenti hanno messo in evidenza che il consumo regolare di verdure appartenenti alla famiglia delle crucifere (anche dette brassicacee) riduce il rischio di ispessimento dell’intima-media dell’arteria carotide e della formazione di calcificazioni all’interno dell’aorta addominale.

Inoltre, studi pregressi, hanno dimostrato che le crucifere hanno spiccate proprietà antitumorali grazie alla presenza di composti chiamati glucosinolati che, accumulati all’interno dei vacuoli (dei compartimenti intracellulari), vengono rilasciati quando la pianta viene attaccata dai parassiti o subisce una lesione di tipo meccanico (p.es.: taglio). In entrambi i casi viene rilasciato anche un enzima, chiamato mirosinasi, la cui azione sui glucosinolati determina la formazione di molecole come il sulforafano e l’indolo-3-carbinolo.

L’attività chemiopreventiva e chemioterapica di queste sostanze viene esercitata soprattutto nei confronti dei tumori del colon-retto, della vescica, della prostata, del polmone, della cervice e quelli ormone-sensibili della mammella.

Da uno studio condotto su volontari che avevano assunto per due settimane un prodotto ottenuto da cavolo nero e rosso, è stato riscontrato un aumento dei livelli di beta luteina e carotene ed un netto miglioramento del profilo lipidico sia per quanto riguarda il colesterolo totale che quello LDL.

Trarrà beneficio dall’assunzione delle crucifere anche chi è affetto da diabete mellito di tipo 2 in quanto, il sulforafano è in grado di ridurre la glicemia a digiuno, l’emoglobina glicosilata e la produzione epatica di glucosio, con effetti pressoché sovrapponibili a quelli della metformina.

Da sottolineare che, oltre ai glucosinolati, sono presenti nelle crucifere, in quantità variabili: vitamina C, fibre e vitamina K.

Ciò permette di regolarizzare la funzionalità intestinale, proteggere dalle malattie croniche intestinali ed avere proprietà antiossidanti.

Le crucifere sono dunque la panacea per tutti i mali?

Il contenuto di vitamina K, pur contribuendo alla prevenzione della calcificazione dei vasi, è da tenere presente nelle persone che, avendo avuto un evento cardiovascolare, sono in terapia anticoagulante.

L’azione di questa categoria di farmaci, infatti, verrebbe in parte inibita dalla vitamina K contenuta in abbondanza nelle crucifere.

Altra raccomandazione riguarda coloro i quali siano affetti da ipotiroidismo: in tal caso le crucifere andrebbero consumate con moderazione. Dall’azione della mirosinasi sul glucosinolato progoitrina viene infatti prodotta una sostanza chiamata goitrina, in grado di inibire la sintesi degli ormoni tiroidei. Le crucifere maggiormente ricche di progoitrina sono i cavolini di Bruxelles e, più in generale, le parti della pianta più giovani ed in attiva crescita.

Lo sminuzzamento e la cottura per bollitura riducono drasticamente l’attività della mirosinasi, motivo per cui chi intende beneficiare dell’azione di glucosinolati e derivati dovrà preferire le crucifere crude (p.es. broccoli e cavoli), modalità di consumo che andrà invece evitata da chi è affetto da ipotiroidismo.

La cottura a vapore è quella che meglio preserva il contenuto di vitamina C, dei glucosinolati e dei loro prodotti.

Infine, anche quando la mirosinasi viene inibita dalla cottura, l’idrolisi dei glucosinolati può avvenire anche ad opera del microbiota intestinale che possiede, in relazione alla sua composizione, una certa attività mirosinasica.

Bibliografia

  • Cruciferous vegetable intake is inversely associated with extensive abdominal aortic calcification in elderly women: a cross-sectional study, Lauren C Blekkenhorst – British Journal of Nutrition – 17/07/2020
  • Cruciferous and Total Vegetable Intakes Are Inversely Associated With Subclinical Atherosclerosis in Older Adult Women, Lauren C Blekkenhorst – Journal of the American Heart Association – 04/04/2018
  • Cruciferous vegetables: dietary phytochemicals for cancer prevention, Ahmad Faizal Abdull Razis – Asian Pacific Journal of Cancer prevention – 2013
  • The Role of MicroRNAs in the Chemopreventive Activity of Sulforaphane from Cruciferous Vegetables, Christopher Dacosta – 19/08/2017
  • Effect of black and red cabbage on plasma carotenoid levels, lipid profile and oxidized low density lipoprotein, Tiziana Bacchetti – Maggio 2014
  • Sulforaphane reduces hepatic glucose production and improves glucose control in patients with type 2 diabetes, Annika S. Axelsson – 14/06/2017
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